Nel sistema della protezione civile, i ruoli sono definiti con chiarezza.
Eppure, tra gli addetti ai lavori, a tutti i livelli, vengono sempre più spesso confusi o fraintesi.
Per chiarire come funziona, è probabilmente opportuno tornare all’ABC: servizio, componenti, strutture operative.
Tre parole che definiscono con precisione la struttura e il funzionamento della protezione civile.
1. Il servizio: non possiede, ma attiva, indirizza e coordina
La protezione civile italiana è costruita come una organizzazione per servizi.
Il servizio di protezione civile non ha ambulanze, tende o radiotrasmittenti. E nemmeno dovrebbe averli.
I suoi compiti sono altri:
- attivare risorse¹;
- indirizzare e coordinare gli interventi;
- armonizzare competenze²;
- mettere in relazione chi opera sul campo³;
Come osservato nella dottrina giuridico-amministrativa⁴, l’organizzazione per servizi non si limita a sommare funzioni: funziona quando è in grado di attivare soggetti diversi, metterli in connessione e guidarli verso un obiettivo comune, senza sostituirsi a loro.
È la regia, non la compagnia teatrale. Non deve conoscere ogni battuta, ma far funzionare la scena.
2. Le componenti: istituzioni in rete
Le componenti del Servizio nazionale, secondo il D.lgs. 1/2018⁵, sono:
- Stato;
- Regioni e Province autonome;
- Enti locali;
- Altri soggetti pubblici con competenze specifiche;
Sono istituzioni in rete: ciascuna agisce secondo il proprio ruolo, ma è parte di un sistema coordinato.
Non intervengono direttamente, ma pianificano, regolano, indirizzano e coordinano e garantiscono continuità e coerenza al sistema.
3. Le strutture operative: chi agisce
Le strutture operative⁶ sono i soggetti che intervengono concretamente:
- Vigili del Fuoco;
- Forze dell’ordine;
- Servizi sanitari;
- Volontariato;
- Enti tecnico-scientifici;
Possiedono mezzi, personale e procedure.
Sono chiamate ad agire sul campo, ciascuna con il proprio insieme di competenze, strumenti e procedure.
Il servizio attiva, collega, indirizza e coordina. Gli altri operano.
La protezione civile non esegue, ma fa in modo che l’intervento accada.
Confondere la regia con l’azione porta a fraintendimenti.
Il servizio non sostituisce mai, ma connette.
E nei piani di protezione civile, questa distinzione si perde.
Lo si vede quando compaiono:
- Pagine su geologia locale
- Elenchi dettagliati dei mezzi delle associazioni
- Planimetrie dei COC
- Dati climatici
- Indicazione delle pianificazioni territoriali esistenti (come ad esempio piani urbanistici e paesaggistici)
- Contenuti spesso più legati alla documentazione che al coordinamento.
📌 Promemoria operativo
Il servizio di protezione civile attiva, collega, indirizza e coordina.
Le componenti sono le istituzioni pubbliche della funzione.
Le strutture operative intervengono sul campo, con il proprio insieme di competenze, strumenti e procedure.
La distinzione è talmente fondamentale che spesso nessuno la ricorda più.
E forse è proprio per questo che ogni volta, da capo, tocca riscriverla.
E rileggerla.
Proprio come adesso.
📎 Note
(1) “Attiva le risorse disponibili” – Sito ufficiale Dipartimento della Protezione Civile, protezionecivile.gov.it
(2) “Sistema coordinato di competenze, responsabilità e azioni” – D.lgs. 2 gennaio 2018, n. 1, art. 1, comma 3
(3) “Sistema a rete” e messa in relazione delle strutture – protezionecivile.gov.it
(4) Rocco Di Passio, “La protezione civile: funzione, organizzazione”, Maggioli Editore, 1987
(5) Componenti del Servizio nazionale – D.lgs. 1/2018, art. 13
(6) Strutture operative – D.lgs. 1/2018, art. 14
