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Chi interviene sa. Chi indirizza e coordina fa in modo che accada

29-08-2025 18:04

Staff

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Chi interviene sa. Chi indirizza e coordina fa in modo che accada

Nel sistema della protezione civile, i ruoli sono definiti con chiarezza. Eppure, tra gli addetti ai lavori, a tutti i livelli, vengono sempre più spesso...

Nel sistema della protezione civile, i ruoli sono definiti con chiarezza.
Eppure, tra gli addetti ai lavori, a tutti i livelli, vengono sempre più spesso confusi o fraintesi.

Per chiarire come funziona, è probabilmente opportuno tornare all’ABC: servizio, componenti, strutture operative.
Tre parole che definiscono con precisione la struttura e il funzionamento della protezione civile.

 

1. Il servizio: non possiede, ma attiva, indirizza e coordina
La protezione civile italiana è costruita come una organizzazione per servizi.
Il servizio di protezione civile non ha ambulanze, tende o radiotrasmittenti. E nemmeno dovrebbe averli.

I suoi compiti sono altri:

- attivare risorse¹;

- indirizzare e coordinare gli interventi;

- armonizzare competenze²;

- mettere in relazione chi opera sul campo³;

Come osservato nella dottrina giuridico-amministrativa⁴, l’organizzazione per servizi non si limita a sommare funzioni: funziona quando è in grado di attivare soggetti diversi, metterli in connessione e guidarli verso un obiettivo comune, senza sostituirsi a loro.
È la regia, non la compagnia teatrale. Non deve conoscere ogni battuta, ma far funzionare la scena.

 

2. Le componenti: istituzioni in rete
Le componenti del Servizio nazionale, secondo il D.lgs. 1/2018⁵, sono:

- Stato;

- Regioni e Province autonome;

- Enti locali;

- Altri soggetti pubblici con competenze specifiche;

Sono istituzioni in rete: ciascuna agisce secondo il proprio ruolo, ma è parte di un sistema coordinato.
Non intervengono direttamente, ma pianificano, regolano, indirizzano e coordinano e garantiscono continuità e coerenza al sistema.

 

3. Le strutture operative: chi agisce
Le strutture operative⁶ sono i soggetti che intervengono concretamente:

- Vigili del Fuoco;

- Forze dell’ordine;

- Servizi sanitari;

- Volontariato;

- Enti tecnico-scientifici;

Possiedono mezzi, personale e procedure.
Sono chiamate ad agire sul campo, ciascuna con il proprio insieme di competenze, strumenti e procedure.

Il servizio attiva, collega, indirizza e coordina. Gli altri operano.
La protezione civile non esegue, ma fa in modo che l’intervento accada.

Confondere la regia con l’azione porta a fraintendimenti.
Il servizio non sostituisce mai, ma connette.

E nei piani di protezione civile, questa distinzione si perde.

Lo si vede quando compaiono:

- Pagine su geologia locale

- Elenchi dettagliati dei mezzi delle associazioni

- Planimetrie dei COC

- Dati climatici

- Indicazione delle pianificazioni territoriali esistenti (come ad esempio piani urbanistici e paesaggistici)

- Contenuti spesso più legati alla documentazione che al coordinamento.

 

📌 Promemoria operativo

Il servizio di protezione civile attiva, collega, indirizza e coordina.

Le componenti sono le istituzioni pubbliche della funzione.

Le strutture operative intervengono sul campo, con il proprio insieme di competenze, strumenti e procedure.

La distinzione è talmente fondamentale che spesso nessuno la ricorda più.
E forse è proprio per questo che ogni volta, da capo, tocca riscriverla.
E rileggerla.
Proprio come adesso.

 

📎 Note

(1) “Attiva le risorse disponibili” – Sito ufficiale Dipartimento della Protezione Civile, protezionecivile.gov.it

(2) “Sistema coordinato di competenze, responsabilità e azioni” – D.lgs. 2 gennaio 2018, n. 1, art. 1, comma 3

(3) “Sistema a rete” e messa in relazione delle strutture – protezionecivile.gov.it

(4) Rocco Di Passio, “La protezione civile: funzione, organizzazione”, Maggioli Editore, 1987

(5) Componenti del Servizio nazionale – D.lgs. 1/2018, art. 13

(6) Strutture operative – D.lgs. 1/2018, art. 14