A distanza di alcuni mesi dal precedente articolo, dove si parlava dell’applicazione delle norme in materia di salute e sicurezza al volontariato di protezione civile, il Governo ci ha colti di sorpresa con il Decreto Legge n. 159 del 31 ottobre 2025.
Una sorpresa piacevole, niente a che fare con “dolcetto o scherzetto” della serata di Halloween ma un deciso intervento per inserire nel Decreto Legislativo 81/08 uno specifico articolo dedicato al volontariato di protezione civile.
Un risultato atteso che è andato oltre ogni più rosea aspettativa, che conferma una linea di pensiero avviata quasi quindici anni fa con il Decreto 13/04/2011, una visione quella di allora che andava ad individuare specifiche regole per la tutela della salute e sicurezza dei volontari.
In particolare il nuovo articolo 3-bis (Organizzazioni di volontariato della protezione civile) indica le modalità attraverso le quali applicare il Decreto 81 ai volontari di protezione civile che non possono essere trattati come dei lavoratori o equiparati a loro attraverso più o meno condivisibili pensieri.
E’ chiara la volontà di riconoscere come aspetti fondamentali per le organizzazioni di volontariato quelli della formazione, informazione e addestramento dei propri volontari per garantire loro la sicurezza nei luoghi d’intervento e di esercitazione assieme ad un effettivo controllo sanitario, perché l’applicazione non chiara della norma possa comportare sgradevoli sorprese, l’omissione o il ritardo nelle attività di cui al codice della protezione civile.
Insomma se si svolgono attività di protezione civile così come definite nel codice oggi è più che mai chiaro cosa debba fare il legale rappresentante dell’associazione.
Ora occorre continuare su questa strada per dare una precisa informazione a tutti i soggetti interessati, del volontariato e istituzionali, non ci sono più scuse per una legislazione non adeguata se si utilizzano i volontari in maniera corretta.
